Istruzione parentale in tre risposte

Istruzione parentale in tre risposte

Settembre 16, 2021 Dichiarazione Annuale F.A.Q. Normativa Risorse gratuite Ritiro 0

Cosa bisogna fare per fare istruzione parentale? (Homeschooling, unschooling o in comunità)

Se tuo figlio è iscritto a scuola va ritirato dalla frequenza entro il 15 marzo (affinché non venga scrutinato) e va inviata contestualmente la dichiarazione di istruzione parentale alla scuola vigilante e al sindaco del Comune di residenza del minore. (Attenzione: la scuola alla quale inviare il ritiro potrebbe non esser la vigilante; in questo caso il ritiro va inviato alla scuola che il minore frequentava e la dichiarazione all’altra)

Se tuo figlio non è iscritto a scuola, va inviata la dichiarazione di istruzione parentale alla scuola vigilante e al sindaco del Comune di residenza del minore.

Attenzione: alcune scuole richiedono l’iscrizione ai plessi scolastici anche per i minori in IP, questa NON è dovuta.

Per approfondire il tema della dichiarazione annuale:

Chi può fare istruzione parentale? (Homeschooling, unschooling o in comunità)

La Costituzione dà diritto a tutti i genitori di scegliere di istruire i propri figli al di fuori del sistema scolastico.

La normativa vigente richiede di autocertificare di avere le competenze tecniche per poter istruire i propri figli. Le competenze tecniche non sono normate; la prassi vuole che basti avere il titolo di studio almeno pari a quello per il quale si stia impartendo l’istruzione ai propri bambini, per poter essere in regola. Indubbiamente l’istruzione è un’area complessa e fare rete con professionisti può esser necessario, soprattutto per le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Quanto costa fare istruzione parentale? (Homeschooling, unschooling o in comunità)

Nella dichiarazione si può autocertificare di avere le competenze economiche per poter fare IP. La normativa parla infatti di “competenze tecniche O economiche” (Occhio ai moduli sbagliati che girano in rete) indicando che in assenza delle prime sia necessario supplire tramite le seconde (ad esempio pagando professionisti, corsi specifici ecc…).

Indubbiamente bisogna tener presenti i costi che gravitano attorno a questa scelta, soprattutto nel caso in cui si abbiano più figli in età di obbligo di istruzione. Essi vanno dal materiale di cancelleria, ai libri, alle visite a musei, alla eventuale frequenza di corsi specifici, alle spese condivise per chi frequenta comunità educanti.

Naturalmente questo articolo non è esaustivo, l’IP è molto altro ma queste sono le basi minime, per approfondimenti e personalizzazioni potete contattarci

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