Non facciamo tutti homeschooling

Non facciamo tutti homeschooling

Luglio 13, 2021 Uncategorized 0

Da qualche tempo osserviamo con preoccupazione una tendenza interna al mondo dell’Istruzione Parentale, di cui non comprendiamo il fine/i benefici, che sembrerebbe voler etichettare e sezionare il nostro mondo.

Quel che cogliamo è la volontà di catalogare i diversi approcci e stili, stabilirne i confini e, sembrerebbe, giudicarne la “purezza” rispetto a non si capisce bene quale norma e/o quali basi psico-pedagogiche.

Sempre più spesso, ad esempio, viene utilizzato impropriamente il termine homeschooling come sinonimo di istruzione parentale.

Il problema di definire tutto homeschooling

Il problema di definire tutto “homeschooling” per noi è serio, perché si assimilano una definizione legale ed uno stile; è come se la parola “tango” venisse usata come sinonimo di danza dalla maggioranza dei lavoratori del settore artistico. Si creerebbe da subito una gran confusione per chi cerca informazioni, soprattutto online, dove tutte le pagine che parlano di danza, ma non di tango, diventerebbero introvabili, chi si approccia per la prima volta alla danza penserebbe che può solo fare tango e quel che è peggio, è che si instaurerebbe una PRASSI, cioè una linea di comportamento che ha un valore dal punto di vista legale.

Dalla prassi alla norma il passo è breve

Dato che dalla prassi alla norma il passo è breve, potremmo un giorno veder accettato dallo Stato solo lo stile homeschooling e quel giorno, temiamo, potrebbe non essere tanto distante. Chi ci vigila non ci conosce e se chi ha molta visibilità e si proclama esperto di istruzione parentale a qualsiasi titolo usa il termine homeschooling al posto del corretto termine legale, tutti gli altri stili educativi verranno giudicati come una minoranza della minoranza e, peggio ancora, potrebbero essere addirittura considerati illeciti!

Il cappello della definizione “istruzione parentale”

Ci preme ricordare che sotto il cappello della definizione “istruzione parentale” c’è tutto ciò che riguarda l’istruzione tra i 6 ed i 16 anni al di fuori della scuola (statale o paritaria): homeschoolers, unschoolers, scuole private non paritarie di ogni genere ( ad indirizzo religioso, montessoriane, steineriane, centri per il recupero degli anni, centri di tutoraggio etc), comunità educanti ed autoeducanti (outdoor education, libertarie etc.), associazioni di supporto all’istruzione parentale e tutti i vari e possibili stili di pedagogia esistenti.

La Cosatituzione Italiana

In Italia, al contrario di tanti altri Stati, abbiamo una costituzione meravigliosa che ci permette la massima libertà di insegnamento (art. 33 della Costituzione) e possiamo scegliere tra tantissimi stili pedagogici e anche istruire i nostri figli attingendo a più approcci contemporaneamente senza aderire ad un’etichetta precisa.

Le libertà alle quali rinunciamo

Vogliamo davvero rinunciare a questa libertà di personalizzazione? Vogliamo che lo Stato arrivi a darci altri limiti, a stabilire quali programmi e quali strumenti operativi siano accettabili e accettati e quali no (come è già oggi in altri Paesi)?Sicuramente avrete deciso per un approccio perché credete sia il migliore per la vostra famiglia, ma siete certi che sia il migliore per i figli altrui?Siete sicuri di volervi assumere la responsabilità di decidere che uno stile sia migliore di un altro? Che una famiglia che sceglie un percorso invece di un altro, sia meno virtuosa di un’altra? Che alcune famiglie siano meno preparate e consapevoli in base alle scelte che fanno di come vivere il proprio percorso di istruzione parentale?Ci appelliamo a tutti voi!Se, come noi, volete tenervi stretta la libertà che avete, è necessario che facciate attenzione a come vi esprimete, alla modulistica che producete (ricordiamo, ad esempio, che Educazione ed Istruzione sono chiaramente distinte nella Costituzionale e che quindi una dichiarazione di Educazione Parentale non è rispettosa della norma così come è molto pericoloso, oltre che non corretto, parlare di competenze tecniche ED economiche e non di competenze tecniche O economiche), a chi date visibilità, a come si pongono, in tal senso, le comunità di cui fate parte.

Spetta ad ognuno di noi tutelare l’Istruzione Parentale.

Se non volete essere complici di ulteriori incomprensioni e restrizioni del nostro bellissimo e variegato mondo, usate una comunicazione responsabile e chiedete a tutti i portavoce della nostra comunità di fare altrettanto!

Siamo una minoranza in Italia e nel mondo, ma una minoranza coesa e coerente ha delle possibilità concrete di aver voce in capitolo e questo è fondamentale alla luce dei tentativi di restrizione della libertà che abbiamo visto attuarsi negli ultimi anni (art. 23 dlgs 62/2017, ordinanze emanate durante la recente emergenza, circolari con interpretazioni lesive, direttive regionali etc..)

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